Odeon esaurito per la lectio magistralis di Philippe Daverio

Odeon sold-out per la lectio magistralis di Philippe Daverio sui capolavori che hanno cambiato la storia dell'arte, venerdì 22 ottobre a Firenze nell’ambito del Festival della Creatività. La creatività? Per Daverio si fonda “sulla reattività immediata e sulla capacità di improvvisazione”. Il critico d’arte ha illustrato la sua teoria sui capolavori della storia dell’arte, opere che quando vennero eseguite, spesso non suscitarono clamore.
 
“Col passare degli anni, è stata di volta in volta la storia ad assegnare ad un’opera il ruolo di capolavoro. Tutto sta nel cambiamento di prospettiva: non è infatti l’opera per quanto unica che cambia la storia, ma è la storia che genera la richiesta ufficiale di un capolavoro.
 
L’esempio più eclatante è quello della Gioconda, rimasta semi-sconosciuta per molti anni, portata alla notorietà da Napoleone che la scelse per arredare la sua camera da letto e ora esposta al Louvre di Parigi. Oggi è tra le opere più viste al mondo.
 
La creatività per Daverio sta “nell’elemento sorpresa di un’opera, nel cambio di prospettiva che riesce a portare”. Altro esempio, il romanzo “Buio a mezzogiorno” dello scrittore ungherese Arthur Koestler. “Nel volume c’è un aneddoto che spiega bene il significato di creatività. Un marchese torna a casa e trova la moglie a letto con il vescovo e, invece di prendersela con i due, apre la finestra ed inizia a benedire i passanti. Il vescovo chiede al marchese cosa stia facendo e lui risponde: <<Faccio il tuo lavoro perché tu stai facendo il mio a letto>>”.
 
“Nell’arte, come nella commedia e nella scienza - ha concluso Daverio - la creatività si traduce in cambio di prospettiva, nell’elemento sorpresa che segna il rovesciamento delle parti in un gioco anche ironico e dissacrante”.

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