Quel "Diavolaccio" di Marco Parente...

Scampato alle apprensioni del Padre/Madre che non lo lasciavano annegare in una pozzanghera, il diavolaccio di Marco Parente si gioca a testa o croce. Sfortuna vuole che esca (di)testa. E i giochi son fatti… Ma «il gioco è una cosa seria, solo il bambino lo sa» e il diavolaccio di Marco Parente ne farà le spese. Antieroe del manque, dell’atto mancato, dell’inciampo, manifesta la sua natura sfuggente, così come lo spettacolo stesso…
 
Non è teatro, non è pop music, non è performance, eppure/oppure è tutte queste cose insieme, fuse e con/fuse in un solo evento di sperimentazione stilistica e spettacolare.
 
Stra/lunato, stra/mpalato, stra/nito, il diavolaccio di questa “moderna operina” sfugge alle de/finizioni consuete e precipita nel nostro mondo attraverso lo show di Marco Parente: quello che sembra(va) un palco da concerto si rivela una scatola magica, da cui esce la musica, ma anche le fiabe russe, i racconti di Kafka, i dipinti di Durer, lavorati in sequenze narrative e figurazioni sonore, performate dalla danza e raccontate in musica… perché “Il Diavolaccio” è una performance musicale integrata di danza, figuratività, messinscene e bizzarri personaggi poetici come l’Omino Patologico - oggetto/insetto kafkiano a cinque zampe, calzate…
 
Complici di Marco Parente, in questo gioco diabolico: al suono – Andrea Allulli (piano e varie macchine parlanti), Emanuele Maniscalco (per tutto ciò che concerne il tempo) e Mattia Coletti (che tira le fila sonore); al movimento – Francesca Gironi; al disegno della luce – Marco Falai; alle immagini – Jo Antignano; agli oggetti calzanti e agli abiti – Serena Costarelli.
 
In coda allo spettacolo proiezione in anteprima del Videoarrangiamento 01, di Ruggero Lupo Mengoni, Jacopo Addini e Alessio Michelassi.
 
“Calma” o “Videoarrangiamento 01” è il primo di una serie di 4: il frutto di una collaborazione artistica, ma ha conosciuto un procedimento inconsueto…
 
Il video non è stato realizzato DOPO aver ascoltato il brano… né esisteva PRIMA (per essere riciclato e appiccicato sopra)… il video è nato CON il brano… PER il brano… A CAUSA e A DISPETTO del brano…
 
Le immagini sono partite quando il brano si è fermato, perché a sua volta ha trovato le immagini… un incontro, il riconoscimento di un’affinità, il senso di bastare e bastarsi… un corto in cerca di colonna sonora, per proseguire ostinatamente la via del rigore di un linguaggio che ha considerato un punto fermo l'utilizzo di un unico piano-sequenza incastonato in un frame fisso, senza alcun movimento della camera o del soggetto... un ritratto animato dall’inesorabile musicalità del tempo che scorre… giusto il tempo di una canzone… il tempo giusto di un ritratto...
 
Per vedere il trailer:  http://www.marcoparente.it/ildiavolaccio/
 
Venerdì 22 ottobre - Loggia del Grano - ore 22.00

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