Sbucciando la mela di Alan Turing

La portata rivoluzionaria del lavoro di Turing che, attraverso il computer, ha mutato radicalmente le nostre modalità di comunicazione ci stimola a sperimentare una comunicazione contaminata, dove le due culture, scientifica e umanistica s'intrecciano, realizzando una polifonia di voci dal mondo della matematica, dell'informatica, della filosofia, della scienza e del teatro.
Questo aspetto motivo la partecipazione di questo spettacolo alla rassegna dei Caffè Filosofici all’interno del Festival della Creatività, rappresenta un punto di riferimento per tanti artisti.
Nella stessa rassegna  lo scorso anno TIMOS ha presentato uno spettacolo su Charles Darwin che ha incontrato il favore del pubblico e quest’anno rinnova la sua proposta facendo un focus su quello straordinario personaggio dalla straordinaria vita che fu ALAN TURING.
 
 
 Il tema e il  percorso del testo teatrale
 
La storia di Alan Mathison Turing (1912/1954), matematico, ingegnere informatico,   biologo, criptoanalista, pensatore che ha profondamente segnato la storia del nostro secolo. Come criptoanalista ha reso possibile la vittoria su Hitler da parte delle forze alleate, decodificando il codice della macchina Enigma usata dai tedeschi durante la guerra per mascherare le loro comunicazioni strategiche; come matematico e ingegnere ha sviluppato le teorie alla base dell'attuale informatica e dell'intelligenza artificiale, da cui la genesi dei primi calcolatori elettronici e dell'attuale computer, il cui diffuso sviluppo fu da lui profeticamente intuito.

Condannato per omosessualità fu costretto a subire iniezioni di estrogeni che provocarono inquietanti mutazioni al suo corpo: morì suicida mangiando una mela da lui stesso avvelenata con cianuro di  potassio. Alcuni pensano che sia stato ucciso dai servizi segreti e intorno a questa morte rimane un alone enigmatico.
 
Tuttavia l'intento di questo mio testo non è quello di rappresentare tout court la biografia di Alan Turing bensì quello di aprire una raffigurazione scenica entro la quale far accadere un incontro virtuale tra due esistenze spazio/temporalmente distanti ma collegate strettamente nella genealogia dell'intelligenza artificiale e segnate entrambe da un'esistenza tatuata dalla diversità.
 
Per questa ragione, alcuni stilizzati passaggi della vita di Turing, la cui trama ha  tutti i connotati di una moderna tragedia qua e là tinta di commedia, data l'originalità del personaggio noto per le sue eccentricità, il disprezzo nei confronti del potere, la sua disarmante e non convenzionale sincerità e il suo spirito di libertà, collidono virtualmente con le vicende di due giovani hackers dei giorni nostri che lo incontrano navigando in Rete.

Col beneficio della fiction, un test messo a punto da Turing per verificare fino a che punto la macchina possa imitare il pensiero dell'uomo e chiamato appunto "Turing test", si trasforma così in un meccanismo teatrale, un deus ex-machina che agisce questo contatto virtuale tra Alan Turing (che per il suo lavoro al Foreign Office durante la seconda guerra mondiale, potrebbe essere considerato il primo hacker della storia) e due giovani hackers dei giorni nostri dunque attori della cyber cultura della Rete, massimamente rappresentativa dei vantaggi e delle contraddizioni  di quella straordinaria invenzione che è il computer divenuto ormai presenza quotidiana nelle nostre esistenze e che come poche altre ha problematizzato alcuni assetti paradigmatici del pensiero occidentale intensificando la domanda su ciò che significa intelligenza, pensiero, coscienza, realtà, finzione, libertà d'informazione, proprietà intellettuale  e  accesso  al sapere.
 
Seguendo un filo rosso, attraverso l'intreccio delle due scritture, ho cercato  di raffigurare, stilizzandolo, l'emergere del paradigma di pensiero che, procedendo dalle pionieristiche ricerche di Alan Turing, si sviluppa fino all'Intelligenza Artificiale nella fine degli anni '50 (il programma del MIT con il quale si pone il concetto di Intelligenza Artificiale, si ufficializza due anni dopo la morte di Turing) fino allo straordinario sviluppo dell'èra tecnologica a noi contemporanea che certo apre, come già profeticamente intuito dal nostro protagonista, un'epoca nuova e contraddittoria per la vita dell'individuo in  rapporto alla società.
 
 
PRESENTATO NELLA SPLENDIDA SEDE DELLA EX CHIESA DI SANT AGOSTINO IN BERGAMO PER BERGAMOSCIENZA FESTIVAL E SUCCESSIVAMENTE AL TEATRO PALLADIUM DI ROMA/UNIV. DI ROMATRE, IL PROGETTO QUI PRESENTATO E’ WORK IN PROGRESS – PROCEDE DA DUE PRECEDENTI ALLESTIMENTI IN SEGUITO AL QUALE E’ STATA REDATTA UNA NUOVA VERSIONE DEL TESTO PUBBLICATA DALL’EDITORE DI RENZO
IN OCCASIONE DE I CAFFE FILOSOFICI SI PRESENTA UNA MISE EN ESPACE DELLA NUOVISSIMA EDIZIONE E CON VIDEOINSTALLAZIONE    
 
La rappresentazione sarà presentata il giorno 22 ottobre presso il Museo di Storia Naturale in via del Proconsolo Firenze e in seno alla rassegna CAFFE’ FILOSOFICI a cura del Prof. Alessandro Pagnini

caffè filosofico.jpg

design by studio Kmzero | powered by Drupal